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Osservatorio Formula Sud

Al fine di tenere costantemente monitorata la complessa realtà del nostro Mezzogiorno, Formula Sud e la società Lorien Consulting hanno pensato di istituire un osservatorio di ascolto permanente, denominato proprio, “Osservatorio Formula Sud”.

L’Osservatorio ha lo scopo di individuare le principali problematiche che sussistono nei territori di riferimento e di captarne il livello di percezione tra cittadini e portatori d’interesse. In più, esso opererà per rilevare e rendere pubblici i pareri, le esigenze primarie, le istanze più stringenti degli stessi ed a catturarne le opinioni sulla situazione economica, sociale, politica, culturale entro cui si trovano a vivere e operare.

A tal fine, dedicherà un focus specifico ad un tema sempre diverso.

In questo modo, Formula Sud potrà muoversi in un costante e dinamico dialogo con il territorio, venendo incontro alle sue aspettative ed alimentando un dibattito stimolante e concreto che si fondi su elementi attendibili e che si prefigga di ispirare idee innovative da trasformare, poi, in azioni tangibili per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia e dell’intero Paese.

Formula Sud, infatti, guarda al Mezzogiorno per poi parlare all’intera Penisola.

Quando si parla di Mezzogiorno, infatti, ci si riferisce al 33% della popolazione italiana, ovvero a circa 20 milioni di persone. A queste, solo nell’ultimo anno, se ne sono aggiunte circa altre 20.000. Si parla, in pratica, di 74.000 famiglie, di 37 province e 2252 comuni; si parla di 25 atenei universitari che richiamano studenti da tutto il mondo; di imprese ad elevata crescita di produttività (oltre il 30%), anche oltre la media nazionale, capaci di esportare sul mercato internazionale prodotti di grande qualità.

Ma quando si parla di Mezzogiorno, si parla anche della parte dell’Italia che attualmente sta maggiormente risentendo della crisi globale. Una crisi che, su un territorio storicamente in difficoltà, ha avuto l’effetto di uno tsunami, nonostante la generale tenuta del nostro Paese.

Lo scorso anno, il PIL prodotto dal Mezzogiorno ha subito una contrazione dell’1,3%, contro la media italiana dell’1% e i nuclei di impresa sono diminuiti dello 0,1%, contro l’aumento dello 0,1% del resto della Penisola. L’unico settore in aumento è il settore dell’agricoltura, che registra una crescita dell’1,2%.

Le famiglie cercano di limitare le spese, ma lo scenario resta agghiacciante: il 24% dei nuclei familiari vivono al di sotto della soglia di povertà, contro una media nazionale che è dell’11%. Aumentano dunque i giovani universitari che abbandonano prematuramente gli studi per dedicarsi ad attività lavorative, ma ad una loro richiesta non corrisponde una domanda del mercato, facendo così salire a 883 mila il numero di persone in cerca di occupazione, con un aumento del 12,5% rispetto al 2008.

Secondo il dossier “Qualità della vita”, che il Sole-24 Ore realizza annualmente per misurare la vivibilità delle province italiane, la prima provincia meridionale o insulare a comparire nella cosiddetta “pagella finale” è solamente al 57° posto, ovvero ben oltre la metà.

L’analisi si basa su criteri quali tenore di vita, affari e lavoro, servizi e ambiente, ordine pubblico, popolazione, e tra questi ritroviamo quelli che sono storicamente percepiti dagli stessi cittadini come i principali problemi riguardanti il Sud: la disoccupazione, il problema della sicurezza e della microcriminalità, le infrastrutture, la sanità e i servizi pubblici, il traffico, che si trascina con sé il grande problema dell’inquinamento e della tutela dell’ambiente, e induce la popolazione ad utilizzare maggiormente i mezzi pubblici di trasporto (che non sono però ritenuti sufficientemente efficienti).

Nel dossier “Qualità della vita” realizzato dieci anni fa la situazione non risultava essere diversa: la prima provincia del Mezzogiorno nella pagella finale era al 55° posto, fatta esclusione unicamente per Oristano, collocata tra le prime 20 province.

Gli aspetti più allarmanti della “Questione Meridionale”, quindi, si colgono in tutta la loro drammaticità non già prendendo in esame la fotografia dell’ultimo anno, bensì nella costanza di dati sconfortanti sempre uguali da decenni.

Per fare un altro esempio, negli anni è rimasta invariata la situazione delle famiglie povere e delle persone in cerca di occupazione, le cui percentuali risultano essere mediamente doppie rispetto alla media nazionale.

Per far sì che la situazione cambi, dunque, non basta più l’intervento dello Stato o delle Istituzioni locali – che, negli anni, hanno cercato di favorire lo sviluppo al Sud con discutibili intenti ed ancor più dubbi risultati, come quelli ottenuti dai progetti di dislocazione industriale nelle aree depresse del Paese - ma è necessario il coinvolgimento dell’intera cittadinanza. Un coinvolgimento morale e concreto che muova e motivi intere comunità..

Ed è proprio da queste ultime che l’Osservatorio si aspetta spunti, pareri, idee, critiche, ma anche di registrare la voglia di farsi attivamente protagoniste di un cambiamento da operare tutti insieme accanto alle istituzioni.

L’Osservatorio ed i Quaderni che ne raccoglieranno il lavoro vogliono essere, dunque, uno strumento da cui partire sia per Formula Sud, sia per coloro i quali vorranno lavorare insieme a noi per avviare nel concreto questo cambiamento. E soprattutto per chi, nel farlo, ritiene serio ed opportuno condividere e rendere noti all’intera popolazione i risultati delle indagini eseguite, mettendo così in evidenza i terreni su cui è necessario intervenire oltre che la serietà dell’impegno profuso dall’associazione.

Iniziamo col “I Rapporto sulla Classe Dirigente del Mezzogiorno”, seguiremo con l’analisi di altri importantissimi temi quali formazione e università, lavoro, governance, sanità, trasporti.

Ogni rilevamento ed ogni Quaderno avranno la medesima impostazione “ monotematica” e costituiranno una miscela – si spera utile! – di analisi e proposta.

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